TESORI DEI BORGHI MEDIEVALI

Itinerario in Valle Cevetta, attraverso i Comuni di Priero, Sale delle Langhe, Montezemolo e Castelnuovo di Ceva.

Pedaliamo nel cuore della Valle Cevetta alla scoperta di piccoli borghi medievali raccolti sotto possenti torrioni situati nel cuore di un territorio caratterizzato da un paesaggio in cui campi coltivati  a grano, fagioli e patate si alternano a curati vigneti e foreste il cui sottobosco regala pregiati tartufi.

Tante deliziose tappe gourmet ci permetteranno di assaporare pane fragrante cotto a legna, “salumi di mare”, formaggi artigianali, squisite dolcezze e prezioso miele.

PERIODO CONSIGLIATO

COMUNI INTERESSATI

  • Priero
  • Sale delle Langhe
  • Montezemolo
  • Castelnuovo di Ceva

DESCRIZIONE

  • Ascesa: 570 m circa
  • Lunghezza: 24.5 km circa
  • Altitudine partenza: 480 m
  • Altitudine massima: 770 mt s.l.m.
  • Difficoltà: Turistico
  • Equipaggiamento necessario: casco
  • Equipaggiamento suggerito: borraccia, occhiali da sole
  • Itinerario: ad anello
  • Bici consigliata: E-bike, Gravel, Mtb, bicicletta da corsa

     

    Itinerario ad anello su strade secondarie asfaltate con scarsa percorrenza di mezzi motorizzati. Si consiglia di percorrere il tour in senso anti-orario.

Il Tour

Priero, una vista del borgo storico con il punto di partenza del tour

Il tour esplora la Valle Cevetta, territorio caratterizzato da dolci colline che prende il nome dal torrente Cevetta che nasce a circa di 700 m s.l.m. nei pressi della frazione Tetti di Montezemolo, passa attraverso il borgo medievale di Priero e giunge infine a confluire nel Tanaro a Ceva.

La partenza del nostro itinerario è dal piazzale antistante l’imponente torre medioevale nel comune di Priero, borgo fondato intorno all’anno mille, il cui nucleo storico conserva inalterata la sua struttura urbanistica medievale a pianta rettangolare. Oggi sono ancora visibili i resti delle quattro torri angolari e del vecchio castello ed i camminamenti di ronda presenti al piano superiore della Confraternita di Santa Croce mentre parte delle mura di fortificazione sono inglobate in alcune strutture abitative. La maestosa torre di pietra grigia, alta circa 37 metri, fu eretta intorno al XII-XIII secolo a guardia nell’angolo nord-est del borgo ed è tuttora perfettamente conservata e visitabile (per info e prenotazioni consultare la mappa).

Priero, la torre in lontananza
Dettaglio della torre di Priero
Dettaglio della torre e delle mura di Priero

Il borgo ha vissuto un periodo di grande vitalità nel secolo scorso, poiché si trovava lungo la storica strada statale 28 che conduceva le famiglie a bordo di vetture come le Fiat 500 in direzione Liguria alla volta dei soggiorni marini.
Con la costruzione dell’autostrada Torino/Savona e della circonvallazione il traffico è stato deviato e Priero è diventato un tranquillissimo borgo storico, tutto da godersi, immerso nella pace della campagna circostante. Prima di iniziare a pedalare, concediamoci una passeggiata lungo i suoi caratteristici portici e la piccola via centrale adornata da portali di case importanti e signorili e popolata da botteghe artigianali.

Priero, un giretto lungo via Roma affiancata dai portici storici
Priero, gli antichi portici
Priero, stemma nobiliare
Priero, la piazza antistante la Parrocchiale con la fontana

Ristoriamoci nella bella fontana che campeggia nella piazza antistante  la Chiesa barocca di Sant’Antonio Abate, realizzata su progetto dell’Arch. Francesco Gallo, sulla preesistente chiesa dedicata ai Santi Antonio e Giugliano risalente alla seconda metà del XV secolo, della quale rimangono ancora il campanile, ed alcuni elementi all’interno dove l’insieme delle decorazioni combina sapientemente l’uso dello stucco e dei cicli affrescati con soggetti religiosi in corrispondenza delle volte.

Priero, vista aerea della piazza centrale con la Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate
La Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate
Dettaglio del campanile della Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abaate

Lasciamo il centro storico di Priero e subito fuori dall’abitato, a 200 metri, troviamo il Santuario Beata Vergine della Sanità, in stile rinascimentale, edificato in seguito al voto fatto dai prieresi ai tempi della peste che colpì il Piemonte dal 1605 al 1634. Proseguiamo svoltando a destra su una strada secondaria molto panoramica in direzione Sale delle Langhe lungo la quale incontriamo piccole e suggestive cappelle e piloni votivi in pietra.

Santuario Beata Vergine della Sanità
Cappella di San Pietro
Passaggio davanti al pilone votivo verso Sale delle Langhe

Pedalando costeggeremo terreni pianeggianti di origine alluvionale coltivati con ampia varietà di prodotti agricoli come le patate, i fagioli, gli ortaggi, il grano ed il mais.
Saliamo per due chilometri ed i primi boschi di castagno cominciano a farci da corollario offrendoci in estate, con il loro fitto fogliame verde, una piacevole ombra ed in autunno, con il foliage dagli intensi colori bruni e rossicci, uno spettacolo emozionante.
Respiriamo il profumo della legna appena tagliata ed accatastata ad invecchiare per poi essere trasformata in parte in pali per le vigne.
La strada in salita disegna alcuni tornanti e percorrendola lentamente con le nostre biciclette possiamo ammirare cascine e chiesette con campanili molto caratteristici.

Pedalando lungo i terreni coltivati
La strada nel bosco

Continuando in direzione Sale delle Langhe il percorso torna in discesa e ci troviamo di fronte ad un anfiteatro naturale al cui centro, immerso tra campi di piante officinali e rigogliosi boschetti spicca il borgo storico di Sale San Giovanni con il castello e le mura.

Giunti nel fondovalle attraversiamo la ferrovia che collega Torino a Savona ed incontriamo il paesino di Sale delle Langhe, edificato con case in mattoni e finestre con arcate a sesto acuto. Questa zona è storicamente nota per la produzione di laterizi, anticamente fatti a mano, prodotti con la rossastra argilla estratta direttamente sulle pendici locali ed essiccati al sole nei piazzali antistanti le fornaci locali. 

Veduta del borgo storico di Sale San Giovanni con il castello e le mura storiche
Sale delle Langhe, il borgo
Sale delle Langhe, il borgo
Sale delle Langhe, dettagli architettonici degli edifici storici
Sale delle Langhe, dettagli architettonici degli edifici storici

Proseguiamo sulla nostra destra sul breve fondovalle in direzione Montezemolo. Il comune sorge al congiungimento di due valli, Cevetta e Bormida, e segna il confine tra Piemonte e Liguria.

Affrontiamo, sempre lungo la SP 38 “Pedaggera”, una salita di circa 5 chilometri comodamente percorribile con ampi tornanti. Al culmine, giungiamo in località “Arbi” e, alla nostra sinistra, scorgiamo il maestoso Palazzo Rosso, edificato nel 1600 e ristrutturato nel 1800 con la creazione di due torri cilindriche che gli donano una vaga somiglianza alle residenze inglesi. il Palazzo ha una lunga storia di ospiti illustri tra cui Nicolò Paganini.

Montezemolo
Montezemolo, Palazzo Rosso
Montezemolo, Palazzo Rosso

Alla rotonda manteniamo la direzione Pedaggera/Montezemolo e raggiungiamo il Palazzo Cordero di Montezemolo risalente al XVII/XVIII secolo

Palazzo Cordero di Montezemolo
Palazzo Cordero di Montezemolo

Un falsopiano ci conduce nell’abitato di Montezemolo, porta della Riserva naturale delle Sorgenti del Belbo e una delle «città italiane del miele».

Il piccolo altopiano ondulato della Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo è l’unico ambiente umido dell’Alta Langa, al confine tra le province di Cuneo e Savona ed offre agli appassionati di botanica importanti fioriture di orchidee, che sono presenti con ben 22 specie. L’area è ideale per passeggiate a piedi, in mountain bike o a cavallo.
La natura incontaminata che circonda l’abitato di Montezemolo è habitat e rifugio per molte specie endemiche ed un vero e proprio paradiso per le api, che qui possono vivere lontane dall’inquinamento e
dall’agricoltura intensiva, in un contesto di paesaggio ancora a tratti selvatico. In paese un punto vendita e degustazione è il luogo perfetto per assaggiare e comprare il buonissimo miele locale.

Montezemolo inoltre risente gastronomicamente della sua posizione al confine tra Piemonte e Liguria, quindi qui potrete assaggiare ad esempio tartufi e formaggi ma anche i “salumi di mare” espressione di una tradizionale artigianale di lavorazione di tonno, bottarga ed acciughe

Golosi salumi di mare

Proseguiamo in direzione di Castelnuovo di Ceva percorrendo una stupenda strada immersa in boschi di castagni secolari.

Strada nel bosco in direzione Castelnuovo di Ceva
Castelnuovo di Ceva

Svoltiamo a destra e, con un piccolo sali e scendi di due chilometri, raggiungiamo  il paesino di Castelnuovo, piccolo centro abitato con una caratteristica piazza e scorgiamo da lontano la quattrocentesca torre che domina il centro storico, sulla quale è possibile salire e da dove, nella giornate terse, si può scorgere il Monviso a nord e il mar Ligure a sud.
Alta circa 25 metri, la torre è quanto rimane dell’antico castello distrutto in un incendio nel 1800. Date le difficoltà di accesso, l’interno della torre è visitabile solo da persone esperte, con accompagnamento in sicurezza (vedi indicazioni nella mappa).

Sullo spiazzo alla base della torre, si intuiscono ancora ruderi di mura che offrono un’idea della grandiosità della fortezza.
Da anni una credenza popolare tra gli abitanti del paese indicherebbe la presenza di camminamenti sotterranei collegati con la Cappella di San Maurizio, nel cuore del cimitero.

Passaggio vicino alla torre storica di Castelnuovo di Ceva
La torre quattrocentesca di Castelnuovo di Ceva
Scorcio di Castelnuovo di Ceva e la sua Chiesa

Le famiglie di queste zone sono veri custodi del patrimonio agricolo e coltivano con cura e passione i loro terreni, dedicati alla produzione di foraggio e materie prime a km 0.

I terreni intorno a Castelnuovo sono ricchi di vegetazione e di acque, infatti le sue sorgenti alimentano anche l’acquedotto delle Langhe.

Lavoro nei campi
Tipiche "rotoballe" di foraggio

Ritorniamo per circa due chilometri sui nostri passi e rientriamo verso Priero, affrontando una lunghissima discesa con curve facili ed ottimo fondo stradale. Raggiungiamo il centro di Priero e chiudiamo il nostro tour con una degustazione di deliziosi prodotti del territorio o con un’esperienza sensoriale nel locale laboratorio di distilleria.