TESORI DELLA MONTAGNA

Itinerario in Valle Mongia, attraverso i Comuni di Lisio, Battifollo e Viola.

In questo tour ci inerpicheremo sulle dorsali di destra e di sinistra orografica del torrente Mongia tra paesini suggestivi, con piccoli angoli di architettura montana ancora preservati.

Immersi in un paesaggio al confine tra la collina e la montagna, attraverseremo boschi secolari dove si respira un’atmosfera magica ed incontreremo le comunità dei custodi dei castagneti, veri e propri difensori di una cultura rurale di grande importanza umana e sociale. Scopriremo un mondo di bellezza e poesia, di tenacia e rispetto ma anche di memoria e desiderio di condividere.
Un patrimonio vitale che proteggono, trasformando con metodi tradizionali le castagne in ricette uniche, espressione di questo territorio e delle sue genti.

È consigliabile affrontare questo itinerario con l’ausilio di una e-bike per poter godere in piena armonia delle spettacolari ascese e bellissime ed emozionanti discese.

PERIODO CONSIGLIATO

COMUNI INTERESSATI

  • Lisio
  • Battifollo
  • Viola

DESCRIZIONE

  • Ascesa: 1050 m circa
  • Lunghezza: 32,4 km circa
  • Altitudine partenza: 540 m
  • Altitudine massima: 1080 mt s.l.m.
  • Difficoltà: Turistico
  • Equipaggiamento necessario: casco
  • Equipaggiamento suggerito: borraccia, giacca anti-vento
  • Itinerario: ad anello
  • Bici consigliata: E-bike, Mtb

     

    L’itinerario è stato studiato per essere percorso in senso orario ed è ad anello con partenza ed arrivo a Lisio, piccolo paese accogliente sulle sponde del torrente Mongia.

Il Tour

Partenza dalla piazza antistante il paese di Lisio

La nostra partenza sarà all’ingresso del centro abitato di Lisio, in un luogo comodamente raggiungibile in auto, con ampio posteggio.

Nella piazza antistante il centro abitato, un’installazione costituita da due macine antichissime in pietra ed una lastra di ferro che rappresenta una castagna stilizzata ci danno il benvenuto e sintetizzano la vocazione di questi territori.
Iniziamo a pedalare in discesa sulla SP 34, direzione Mombasiglio e subito troviamo una scultura in legno raffigurante un nonno ed il suo nipotino che sembrano volerci raccontare le storie legate al duro lavoro contadino e alle tradizioni tramandate di generazione in generazione. Lungo il percorso incontreremo altre sculture, questa volta naturali, costituite dai tronchi del castagni secolari che creano forme suggestive, quasi magiche.

Proseguiamo sulla strada che costeggia il torrente per due km, giunti all’incrocio in località Mongia saliamo in direzione Scagnello per dirigerci a Battifollo. La salita è costante e si consiglia di affrontarla con un rapporto agile. Se utilizziamo una bicicletta a pedalata assistita, non facciamoci mancare l’utilizzo del motore e della batteria.

Lisio, scultura in legno
dettaglio scultura in legno
Albero di castagno

Giunti nei pressi dell’abitato di Scagnello, proseguiamo su di una dorsale lungo la quale, immersi in un silenzio magico, dall’altezza di circa 900 m slm possiamo godere di un magnifico panorama: lo sguardo si apre sulla valle Mongia e la valle Tanaro e sul piccolo paese di Battifollo

In questa zona gran parte degli abitanti si dedica all’agricoltura forestale, una pratica naturale molto antica che si basa sulle interazioni ecologiche ed economiche tra alberi, coltivazioni ed allevamenti.  Una delle risorse economiche è costituita dalla produzione dei pali di castagno, i cui tagli più grandi sono utilizzati nelle vigne di Langa come “pali di testa” per i filari mentre i medi per le recinzioni di prati e campi onde preservare le culture da animali selvatici come cinghiali o caprioli che possiamo avere la fortuna di incontrare durante le nostre escursioni.

Vacche al pascolo vicino ad un antico seccatoio
Antico seccatoio lungo il percorso
Veduta panoramica sullo sfondo Battifollo

Battifollo è un paesino incantevole, piccolo paradiso per escursionisti ed amanti della natura che percorrono la valle tra grandiosi e secolari castagneti, coltivazioni di nocciole, antichi cereali e grano saraceno.

Battifollo, strada nel bosco
Battifollo, il bosco

A Battifollo consigliamo di salire per una visita alle rovine del castello con la sua imponente torre risalente al XIII secolo. Nel 1796 il castello venne occupato dalle truppe francesi del generale Serurier, impegnate nella campagna d’Italia comandata dal generale Napoleone Bonaparte, che successivamente lo smantellarono. Dell’antico castello restano oggi la possente torre a base quadrata e i ruderi dei bastioni e mura perimetrali e la chiesa adiacente.

È dall’architettura del castello, tipica costruzione costruita intorno al X secolo, che deriva il nome del paese: nel Medioevo infatti per “battifollum” si intendeva una fortificazione difensiva in legno e pietra. 

Rovine del Castello di Battifollo
Resti della torre e della cinta muraria

A Battifollo è obbligatoria una sosta gourmet presso lo storico forno di paese, cui è annesso un laboratorio artigianale, per gustare le deliziose paste di meliga la cui fragranza ci avvolge appena entrati. Nel laboratorio si producono soprattutto biscotti e prodotti da forno della tradizione, con materie prime locali, rispettando i ritmi e le regole della montagna… con creatività e senza “compromessi industriali”.

Battifollo, sosta presso lo storico forno Primo Pan
Le fragranti paste di meliga

Prima di uscire dal paese, visitiamo la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio. Edificata tra il 1872 ed il 1886 è esempio di uno squisito equilibrio fra eclettismo e manierismo: pinnacoli sulla facciata, porte laterali in stile barocco, l’ordine dorico dell’ampio vano interno a pianta centrale.  Il campanile possiede un singolare concerto di quattro campane intonate in Fa#3 di cui la grande è predisposta per il suono “a bicchiere”. Interessante anche la Chiesa di San Giovanni Battista che offre una serie di affreschi e un architrave con iscrizioni.

Battifollo, Parrocchiale di San Giorgio
Battifollo, particolare della Parrocchiale di San Giorgio

Proseguiamo la nostra pedalata immergendoci nei boschi in direzione Viola Castello. Consigliamo di utilizzare la traccia Gps per proseguire in modo corretto sulle strade bianche che in questa zona sono ben mantenute e ci offrono una perfetta percorrenza.
Nella stagione calda, l’ombra che ci offre il generoso bosco dà refrigerio e rende la pedalata più piacevole.

Attraversiamo il patrimonio forestale di questo territorio, un paesaggio fiabesco che vede susseguirsi pinete dove il profumo di resina ci inebria, faggete il cui sottobosco ci regala pregiate varietà di funghi edulicastagni da legno molto allungati, sempre alla ricerca della luce solare che a volte stenta a passare nel sottobosco attraverso il fitto fogliame.

Dopo una breve discesa giungiamo a Viola in borgata Castello, un luogo dove il tempo scorre al ritmo della natura e del duro ed appassionato lavoro dei suoi abitanti.

Veduta di Viola
Viola, borgata Castello
Viola borgata Castello, bosco didattico
Viola borgata Castello, bosco didattico

Viola conserva una delle aree dove il bosco di castagno da frutto è più attivamente custodito: ettari di castagneti curati come un tempo, che creano un ambiente unico, di grande fascino, in perfetto equilibrio tra natura e secolare opera umana.

Vi consigliamo una visita al “Borgo delle Castagne”, dove potrete percorrere i “Sentieri dei Custodi dei Castagneti”, accompagnati ogni domenica pomeriggio dallo “sherpa del villaggio”. Un’esperienza unica tra “scau”, castagni secolari e paesaggi incantevoli.

Lungo il sentiero della "Comunità Custodi dei Castagneti"
Viola Borgata Castello, sentiero

Altro elemento fortemente caratterizzante del territorio è quello architettonico, ancestrale dello “scau” il seccatoio. A Viola sono preservati e attivi una quantità sorprendente di questi essiccatoi tradizionali di castagne, un tempo capillarmente diffusi in tutte le valli.irca m slm sede di un importante festa che ogni anno, la seconda settimana di marzo, valorizza e fa conoscere il tartufo nero di Scagnello che vanta anche la denominazione De.Co. con il preciso obiettivo di tutelare questa pregiata varietà di tubero ma soprattutto le tartufaie, patrimonio irrinunciabile per il territorio.

Antico seccatoio nel bosco

Usciti dal borgo scendiamo verso valle fermandoci sul colle San Giacomo ad ammirare i ruderi e la torre del castello, cui la borgata deve il suo nome. Giunti nei presi del torrente Mongia svoltiamo a sinistra in direzione Pallarea per percorrere un anfiteatro stupendo, immerso nella folta vegetazione.

Ruderi del castello
Ruderi del castello

Lungo tutto il tratto dalla borgata Castello a Pallarea troveremo caratteristiche case di montagna oggetto di accurati restauri conservativi utilizzando i materiali locali come le pietre, i mattoni argillosi e un intonaco che ci riporta alle origini della malta fanghiva ricavata in loco, materiale unico, ancora visibile nei muri degli “scau”, gli essicatoi tradizionali per le castagne che sono la dominante architettonica dei boschi di queste zone. Nel territorio di Viola sono preservati e attivi una quantità sorprendente di questi essiccatoi, un tempo capillarmente diffusi in tutte le valli.

Tipica casa del borgo
Il borgo
Dettaglio dei tipici balconi in legno

Lasciamo la borgata e i suoi boschi e arriviamo nel paese di Viola, la cui origine gli storici ci assicurano sia antichissima. Per alcuni Viola significherebbe “piccola via”, forse una via secondaria romana che attraverso il valico del Mindino e Prato Rotondo metteva in comunicazione con la Liguria; altri invece pensano ad una via dell’olio dalla Liguria al Piemonte.

In paese, alcune famiglie si dedicano alla raccolta e lavorazione artigianale, nel rispetto dell’antica tradizione di essiccazione, della Castagna Garessina, una varietà di castagna bianca tipica della zona, piccola, profumata e dal gusto eccellente che, una volta essiccata viene trasformata in confetture, farine, pasta, dolci, liquori e birre…un tripudio per il palato che conserva la sua nota caratteristica di affumicatura che rende questi prodotti unici e straordinariamente buoni. Fermatevi per degustarli e farne scorta presso uno dei produttori della zona o nella fornitissima bottega di paese!

Il frutto della castagna "garessina"

Lasciato il paese, saliamo lungo una dorsale a destra del torrente Mongia dove incontriamo il maestoso Santuario della Madonna della Neve, eretto verso il 1650 dagli abitanti di Viola sciogliendo un voto per essere stati liberati dal flagello della peste.

Salita verso il Santuario della Madonna della Neve
Santuario della Madonna della Neve

Da questa sommità molto panoramica possiamo ammirare lo splendore della valle Mongia con in alto il Monte Mindino che dai i suoi 1879 mt s.l.m. sovrasta imponente la zona e ci permette di scorgere il mare. Lo sguardo arriva fino a St. Grèè, con le sue montagne sede di una rinomata stazione sciistica che in estate si trasformano in Bike Park per la pratica della disciplina del downhill.

Poco più a valle incastonata in una verdeggiante gola si trova uno sperone di roccia denominata “Rocca dei Corvi” che, grazie all’interessamento della sezione Cai di Ceva, è stata attrezzata con una bellissima ed adrenalinica via ferrata.

Rocca dei Corvi
Climbers in cima alla Rocca dei Corvi

Proseguiamo la nostra pedalata lungo la Sp34 e in località “Quattro vie” svoltiamo a destra ed affrontiamo l’ultima, spettacolare, discesa verso Lisio.
Di rientro a Lisio vi consigliamo di visitare, con un itinerario dedicato, le cappelle che il paese custodisce. Partendo dalla Cappella alpina di Santo Stefano lungo la SP34 e arrivando alla Cappella di San Sebastiano che conserva dipinti del ‘500, incontrerete la Cappella di San Rocco e la cappella di Sant’Anna in via Lautro, la Cappella di Sant’Antonio in via Casazza e la Cappella di Santa Caterina.

Cappella alpina di Santo Stefano
Cappella di San Rocco
Cappella di Sant'Anna
Cappella di Sant'Antonio
Cappella di Santa Caterina
Cappella di San Sebastiano