TOUR NAPOLEONICO

Itinerario in Valle Mongia, attraverso i Comuni di Lesegno, Mombasiglio, Scagnello.

L’itinerario risale la parete bassa della Valle Mongia partendo dallo storico paese di Lesegno e precisamente dalla piazza antistante il castello dei Marchesi del Carretto edificato nell’XI secolo su di una balza di tufo magmatico dominante la splendida valle.

Pedaleremo lasciandoci incantare da un paesaggio rigoglioso tra il torrente Mongia e ruscelli che disegnano stupende vallate laterali sede delle nostre ascese, foreste e verdeggianti prati, campi di grano, file di mais coltivati con cura e con ordine sinonimo del duro e appassionato lavoro dei contadini locali.

Il tour proposto percorre i luoghi in cui Napoleone Bonaparte stabilì il suo quartier generale durante la prima Campagna d’Italia e la storia narra che soggiornò proprio nel castello di Lesegno e percorse più volte parte del nostro itinerario per controllare la zona dai vari punti panoramici strategici che oggi sono le nostre mete di interesse.

Un itinerario di facile percorrenza, quasi completamente su strade asfaltate con brevi collegamenti su sterrato.

PERIODO CONSIGLIATO

COMUNI INTERESSATI

  • Lesegno
  • Mombasiglio
  • Scagnello

DESCRIZIONE

  • Ascesa: 830 m circa
  • Lunghezza: 34,4 km circa
  • Altitudine partenza: 420 m
  • Altitudine massima: 750 m(810 m Ruderi Torre Scagnello)
  • Difficoltà: Turistico
  • Equipaggiamento necessario: casco
  • Equipaggiamento suggerito: borraccia, giacca anti-vento
  • Itinerario: ad anello
  • Bici consigliata: E-bike, Gravel o Mtb

     

    Itinerario ad anello su strade secondarie asfaltate con poca percorrenza di mezzi motorizzati.

    Breve tratto di strada bianca su sedime compatto. Si consiglia di percorre il tour in senso anti-orario

Il Tour

Castello dei Marchesi del Carretto, Lesegno

Lesegno ci accoglie con le sue tipiche case contadine che raccontano la storia rurale di questi luoghi.

La partenza della pedalata è in regione Villa, nella piazza antistante lo storico Castello dei Marchesi del Carretto. L’antica fortezza era cinta da muraglioni, torri e fossati e fu possesso di parecchi feudatari. Della prima costruzione restano ancora una torre mozza, avanzi di mura ed i sotterranei. Sui suoi ruderi è stato edificato l’attuale palazzo nella prima metà del sec. XVIII.
Il castello fu sede del quartier generale di Napoleone Bonaparte durante la prima campagna d’Italia nel 1796.

Lesegno, come altri comuni di questo territorio, custodisce piccole ma preziose cappelle che meritano una visita. Una in particolare, la cappella di S. Nazario, la più antica eretta nel 1207 conserva preziosi affreschi.

Lesegno, centro storico - regione Villa
Chiesa parrocchiale di Lesegno
Lesegno, Cappella di San Rocco

Percorriamo la pianura tra prati verdeggianti in direzione della frazione di Mongrosso per immergerci in fitti boschi di querce, castagni, faggi, betulle e pini dove pedaliamo immersi nel silenzio in compagnia solo dei profumi e dei suoni del bosco.

Lungo il percorso incrociamo una rete di sentieri ben tracciati, ottimamente mantenuti e segnalati con una recente palinatura. L’accurato lavoro dei volontari locali ha reso fruibile questi luoghi di bassa valle per tutti coloro che amano il mondo dell’outdoor grazie alla tracciatura di un percorso ad anello (di 19km nella sua versione integrale e di 14km nella sua variante breve) che attraversa i meravigliosi boschi di Lesegno ed è perfetto per chi vuole fare mountain bike, running o trekking. Con un dislivello totale di 500m, è adatto anche ai meno esperti e ai bambini. (vedi mappa)

Lesegno, prati di Mongrosso
Mongrosso, sentieri

Nei periodi autunnali, o dopo le piogge estive, questi luoghi sono il regno indiscusso dei cercatori di funghi che percorrono il sottobosco in cerca di prelibatezze come ovuli, porcini o le “gambette rosse o grigie”. Rispettare il bosco e il sottobosco per preservarne le ricchezze è la loro prima preoccupazione. Il bosco è un ecosistema indispensabile ma fragile quindi anche noi addentrandoci dobbiamo farlo con consapevolezza e responsabilità.

Potremo in tal modo continuare a godere della sua bellezza e, perché no, anche dei frutti della raccolta che diventano protagonisti di piatti squisiti!

La faggeta il cui sottobosco regala pregiate verietà di funghi

Continuando a pedalare affrontiamo una breve salita e raggiungiamo una dorsale veramente panoramica che ci offre uno squarcio pittoresco su Mombasiglio e la valle Mongia.
Il colore dominante dei boschi varia di stagione in stagione ed offre sempre un’intensa ed emozionante cromia con castelli o torri che affiorano e fanno da cornice a queste vallate rigogliose di una natura ancora incontaminata.

Una bellissima discesa con curve divertenti ci porta in località Masentine dove ci fermiamo per ammirare un sito veramente unico nel suo genere, il ponte naturale sul torrente Mongia.

Passaggio sul ponte naturale, creato dal torrente Mongia a Mombasiglio
Ponte naturale di Mombasiglio

Arrivando dall’alto si rimane stupiti da come un meandro spondale abbastanza compatto e visibilmente tenace sia stato eroso dalla forza dell’acqua con tale precisione, creando un varco sorprendente scenico con il suo caratteristico color aranciato/marrone. Il ponte è percorribile tuttora a piedi o in bici. Fermandoci sulle sponde del torrente Mongia, vi consigliamo una piccola passeggiata per ammirare come la forza delle sue acque è riuscita nei secoli a scavare e creare un’opera architettonica molto particolare e per immergersi in un’oasi di pace e biodiversità.

Per una pausa prima di ripartire, nei pressi di questo sito si può trovare un’area ben attrezzata e gestita con possibilità di ristorazione con prodotti locali.

Ansa del torrente Mongia
Varco naturale creato dal torrente
Località Masentine, sosta in agriturismo

Dopo questa gustosa tappa rigenerante, risaliamo in bici in direzione Mombasiglio.
Per gli amanti di scavi e siti archeologici consigliamo una breve variante 2 km circa (a sinistra indirezione Mombasiglio) per ammirare i ritrovamenti romanici e medioevali. Svoltando sulla sinistra orografica della valle Mongia saliremo 3 km per ammirare due borgate:
Alberghetti e Ascheri. Qui gli abitanti orgogliosamente mantengono intatte le costruzioni nella loro particolare edilizia di media montagna.

Veduta di Mombasiglio da Alberghetti
Alberghetti
Ascheri

Il paesaggio delle coltivazioni passa dai prodotti di fondovalle ai primi castagneti da frutto. I sottoboschi sono mantenuti in perfetta pulizia per facilitare la raccolta delle castagne e dei funghi. Molto interessante è ammirare come viene accatastata la legna di castagno ai bordi dei boschi. I tronchi accuratamente sezionati con lo scopo di far uscire il tannino e farli seccare al sole serviranno per alimentare nel tardo autunno o in inverno i seccatoi “Scau” (in piemontese). Noi invece ci fermiamo a sentire il profumo del legno di castagno appena tagliato.

Ascheri, tipico "scau"
Sosta ad Ascheri, con il profumo della legna tagliata
Ascheri, il bosco di castagni

Dopo questo anello di salita e discesa ci spostiamo sulle pendici opposte della valle e risaliamo per 4 km in direzione Scagnello, piccolo comune di 150 abitanti arroccato a 750 circa m slm sede di un importante festa che ogni anno, la seconda settimana di marzo, valorizza e fa conoscere il tartufo nero di Scagnello che vanta anche la denominazione De.Co. con il preciso obiettivo di tutelare questa pregiata varietà di tubero ma soprattutto le tartufaie, patrimonio irrinunciabile per il territorio.

Alla ricerca del prezioso tubero in tartufaia
Un gustoso bottino

Giunti nel cuore del piccolo borgo, visitiamo i resti della torre, parte restante del castello. Scendendo ammiriamo il maestoso arco con forma barocca del 1714 che fa da scenario alla nuova chiesa parrocchiale (1880) di San Giovanni Battista.
Oltre alla chiesa principale, anche Scagnello ospita un circuito di cappelle lungo il suo territorio che meritano una sosta prolungata.

Veduta di Scagnello
Scagnello, Parrocchiale di San Giovanni Battista
Scagnello, dettaglio dell'arco barocco

Continuando nel nostro tour, scendiamo verso valle con una discesa molto divertente. In alcune stagioni possiamo sentire la differenza di temperatura che in pochi km di discesa e di dislivello ci fa notare come questa zona è ricca di biodiversità legata alla quota, ai venti e alla sua esposizione.
In questo tratto cambiano anche i profumi che variano dal muschio del sottobosco al foraggio o alla paglia appena mietuta.
Le sagome delle “ Rotoballe” appoggiate sui prati come giganteschi cuscini naturali sono uno sfondo perfetto per le nostre foto.
I contadini raccoglieranno queste stupende balle di paglia nei pressi delle loro aziende per utilizzarle poi nei mesi invernali e creare dei letti comodi per l’allevamento dei bovini di razza piemontese.

Discesa verso valle
Le sagome delle "rotoballe"

Lasciati questi paesaggi bucolici, giungiamo a Mombasiglio e saliamo nei pressi del castello. Costruito intorno all’anno 1000, l’imponente castello con la sua attuale conformazione, caratterizzata soprattutto dalla possente torre quadrata, costruita in pietra, sul punto più alto della collina – che serviva da punto di avvistamento, segnalazione e difesa – si trova nel borgo storico, in una zona panoramica e ben esposta. La sua storia si intreccia con quella del paese che vi è sorto intorno.

Veduta di Mombasiglio
Scorcio del borgo storico con la Chiesa di San Nicolao, Mombasiglio
Dettaglio affresco Chiesa di San Nicolao, Mombasiglio

Nel 1796 bivaccarono al castello le armate napoleoniche, comandate dal generale Seurener e, oggi, al primo piano, è allestito il Museo Bonaparte (visitabile su prenotazione) che ospita la collezione più estesa di stampe, di acqueforti originali di Giuseppe Pietro Bagetti sulla prima campagna d’Italia di Napoleone.

Ingresso al Museo Napoleonico
Dettaglio statua di Napoleone

Con un anello (in senso antiorario) percorriamo un belvedere per immergerci in questo anfiteatro verdeggiante che circonda il castello. Proseguiremo in direzione San Giovanni percorrendo uno stupendo crinale che ci offre la possibilità di ammirare uno squarcio che va dal monte Mindino alla pianura tra Ceva e Lesegno e chiude in modo suggestivo l’anello del nostro tour.

Veduta aerea sulla valle