TOUR PROFUMI E COLORI

Itinerario tra piante officinali e grani antichi in Langa Cebana.

Itinerario in e-bike o gravel che si snoda tra le colline della sponda destra del fiume Tanaro, a cavallo tra i comuni di Sale San Giovanni, Torresina, Roascio, Ceva e Sale Langhe. Pedaleremo lasciandoci incantare da un paesaggio di Langa dove tra fiumi e ruscelli, campi coltivati, pascoli punteggiati da vacche e capre libere e felici, piccoli borghi storici arroccati, potrete degustare formaggi a latte crudo che sanno di erbe fresche, un pane fragrante prodotto con le farine locali e piatti antichi tramandati e proposti con amore e cura delle materie prime.  

Un itinerario di facile percorrenza, quasi completamente su strade asfaltate con brevi collegamenti su sterrato.

PERIODO CONSIGLIATO

COMUNI INTERESSATI

  • Sale San Giovanni
  • Torresina
  • Roascio
  • Ceva
  • Sale delle Langhe

DESCRIZIONE

  • Ascesa: 790 m circa
  • Lunghezza: 38,2 km circa
  • Altitudine partenza: 410 m
  • Altitudine massima: 850 m
  • Difficoltà: Turistico
  • Equipaggiamento necessario: casco
  • Equipaggiamento suggerito: borraccia
  • Itinerario: ad anello
  • Bici consigliata: E-bike o Gravel

Il Tour

La partenza di questo itinerario è a Sale San Giovanni, borgo storico arroccato sulle colline della Langa Cebana, circondato da cascine e borgate contadine.

Sale San Giovanni è divenuto famoso per la fioritura della lavanda che rende il paesaggio nei mesi di giugno e luglio di una bellezza unica ma che riserva fioriture e paesaggi incantevoli durante quasi tutto l’anno. Quello che colpisce al nostro arrivo sono l’amore e la cura per il territorio che si percepiscono ad ogni angolo.

Veduta del borgo storico di Sale San Giovanni

Nel periodo della fioritura della lavanda è aperto l’ufficio turistico. Il paese è dotato di ampi parcheggi, servizi igienici e punto acqua per chi si trova di passaggio.

È possibile fermarsi a dormire e mangiare nelle strutture ricettive e nell’osteria del paese (clicca qui) e fare “shopping agricolo gourmet” nelle aziende, rigorosamente biologiche, presenti sul territorio (clicca qui).

Inoltre per chi decidesse di fermarsi qualche giorno c’è la possibilità di ammirare e percorrere tre itinerari naturalistici (clicca qui) da effettuarsi a piedi (da 7 a 9 Km) minuziosamente mappati e descritti con apposite tabelle direzionali contraddistinte con colori in base ai percorsi scelti. 

Info Point Sale San Giovanni
Castello Marchesi Incisa di Camerana

Dopo aver visitato il piccolo centro storico del paese su cui si erge maestoso il Castello “Marchesi Incisa di Camerana” risalente al X secolo (non visitabile perché privato) la nostra escursione prosegue su uno spettacolare crinale con possibilità di una breve deviazione a sinistra in località “ Boglio” per una visita ai campi delle piante officinali in fiori tra cui spicca la lavanda, circondata da elicriso, salvia ma anche da biondissime spighe di grano che qui viene coltivato, sempre biologicamente, in antiche varietà. Tappa interessante giunti in cima al crinale per la visita ad un tradizionale “Ciabot” (piccola costruzione rurale caratteristica del paesaggio di Langa, utilizzata come riparo) minuziosamente ristrutturato con pietre di Langa e legno e per una immancabile sessione fotografica tra i filari di lavanda.

Il "Ciabot"

Dopo questa sosta aromatica, ritorniamo sulla strada SP 149 in direzione in Località Vadda e a sx percorriamo un breve tratto in salita per immetterci sulla SP 661, denominata “La Pedaggera” il cui percorso si snoda lungo le langhe cuneesi sino ad arrivare alle porte del mare, a Montezemolo, con curve veramente divertenti.

A pochi metri dalla bivio tra  la SP 149 e la SP 661 troviamo sulla nostra destra la Cappella di Santa Anastasia, costruita verso il 1050 dai monaci benedettini del priorato di San Benedetto Belbo e posta su un’altura panoramica da cui si ammirano ampie vallate coltivate a grano e lo sguardo si perde fino ai territorio della Riserva naturale delle sorgenti del Belbo.

Cappella di Santa Anastasia, Sale San Giovanni

Proseguiamo per un chilometro in direzione Gamellona e con una svolta a sx abbandoniamo la Strada “Pedaggera” per entrare con la SP 54 nel territorio del comune di Paroldo. Appena fuori dall’abitato, nei pressi del cimitero, si svolterà a dx in direzione frazione Viora. Durante la piacevole discesa con ampi tornanti e ottimo fondo asfaltato ammiriamo le culture locali con campi di grano e distese di prati con vacche al pascolo.

Vacche al pascolo.

Ora ci troviamo ad affrontare circa 4 km di salita (pendenza costante) per raggiungere il bivio a sx per Torresina, piccolo comune le cui origini risalgono ad un antico insediamento romano.

Salendo si potrà notare la conformazione del paesaggio con da un lato della valle le ordinate coltivazioni di cereali e dall’altro, a monte, i recinti per la pastorizia nomade di pecore e capre per la produzione del latte e del formaggio. Anche qui saremo inebriati dagli odori di erbe ed essenze dei boschi di quercia che si mescolano nell’aria e arrivano come una sferzata di energia a ritemprarci durante il tragitto.

Veduta di Torresina
Torresina
Torresina, Parrocchia di San Giorgio

Percorsi 800 metri nei pressi della “Croce Napoleonica”, testimonianza della battaglia del 1796 che vide scontrarsi l’esercito piemontese e quello francese, imbocchiamo  a destra uno sterrato che ci porterà al “Bric Gisola” (768 m), punto da cui potremo ammirare un panorama mozzafiato con la vista che spazia dall’Alta Langa alle Alpi Liguri fino alle Alpi Marittime e al Monviso. Nella luce morbida del mattino o del tardo pomeriggio questo luogo è magico e trasmette tutta la bellezza e il fascino delle Terre Autentiche che abbraccia.

Croce Napoleonica

Dopo questa tappa ci godiamo una discesa di circa 2,5 km su strada bianca con fondo compatto tra prati e un sottobosco molto fitto con alberi di querce, roveri e castagni ambiente ideale per la crescita spontanea dei funghi porcini e del tartufo bianco.

Strada bianca

Giunti poco a valle dell’abitato di Torresina (nei pressi di un pilone votivo) svoltiamo a dx in direzione Igliano. Durante la scorrevole discesa su asfalto si dovrà prestare attenzione alla svolta a sinistra in direzione Francolini, frazione rurale del Comune di Castellino Tanaro, arroccata sulla sponda destra del Fiume Tanaro.

Circondati da una natura rigogliosa e a tratti selvaggia, proseguiamo e sulla nostra sinistra possiamo goderci una vista del bel paesino di Roascio. Sembra che quello che fu un tempo un villaggio romano debba il suo nome proprio alla voce latina “rosio”, cioè all’effetto che le acque del rivo che ne attraversa il territorio hanno con il loro impeto sui poderi in cui scorrono. 

Roascio

A Roascio è obbligatoria una tappa per immergersi nell’atmosfera rurale senza tempo di questa valle e gustare del buon cibo con una vista panoramica che nelle giornate terse arriva fino alla Liguria. Le protagoniste qui sono le capre di varietà autoctona, vere e proprie risorse non solo per lo straordinario formaggio che si ricava con il loro latte crudo, le squisite “tume”, ma anche perché questi preziosi animali andando liberi al pascolo svolgono un ruolo vitale per il recupero del territorio.

Le "tume" della frazione San Giovanni di Roascio
Le caprette della frazione San Giovanni di Roascio

Dopo il pit-stop agricolo, proseguiamo e giunti in frazione Argiolo di Castellino Tanaro la strada presenta una forte discesa con pendenze importanti e dovremo prestare molta attenzione ai due tornanti scavati nel tufo che si trovano nella tratta tra il bivio sx al km 35.6 e quello 36.2 a dx in direzione Ceva.

Veduta di Ceva con l'imponente Palazzo detto Il Castello Rosso

Percorriamo il lungofiume Tanaro dalla località Braia per raggiungere Ceva e il suo caratteristico centro storico.

Deviazione prima a dx e poi a sx sul ponte del rio Cevetta ed eccoci in poche pedalate in piazza Vittorio Emanuele II, sede del Municipio di Ceva. Dando le spalle all’elegante palazzo municipale osserviamo la facciata dello storico edificio di fronte, detto dello Zodiaco, dove possiamo notare le curiose decorazioni che ritraggono appunto i segni zodiacali. La piazza del Municipio è sede al mercoledì del vivace mercato settimanale dove poter acquistare anche tanti prodotti locali.

Ceva, Palazzo dello Zodiaco

Transitando nel cuore del centro storico, sotto i suggestivi portici di via Marenco, ci troveremo di fronte la vista dell’imponente facciata del Duomo. Qui vi consigliamo una sosta culturale per una visita, oltre che al Duomo con i suoi tesori tra cui un organo secolare ancora funzionate, al Castello Rosso, alla Torre Ghibellina e a tanti altri interessanti punti da cui scoprire questa città cuore storico e geografico di tutte le Terre Autentiche.

Ceva, il Duomo

Il nostro tour prosegue con breve salita asfaltata in direzione della collina Soraglia che domina sui tetti della città per arrivare alla Torre civica meglio conosciuta come il “Campanone”.

Ceva, il Campanone

Avvicinatevi ai resti delle mura e scovate il foro da cui in prospettiva potrete ammirare l’abitato di Ceva, racchiuso tra i due fiumi Tanaro e Cevetta, e il Forte e la sua Rocca che in alto sul lato destro proteggono da secoli la città.

Ceva, il Forte e la su Rocca

Lasciamo Ceva proseguendo in località San Bernardino per continuare in direzione Savona sulla strada statale SP430. Dopo aver percorso 5 km troviamo il bivio a sx per Sale delle Langhe paesino agricolo di origine romana. Sull’origine del toponimo Sale esistono due ipotesi: la prima riporta al nome di antichi abitatori della zona, i Salii, Sallui o Salluvi, mentre l’altra si rifà ad un antico vocabolo stante ad indicare la grotta o il villaggio. Un tempo territorio unico, nel 1948 Sale delle Langhe vide la scissione della sua frazione Bricco che divenne comune autonomo con il nome di Sale San Giovanni. E proprio in quella che era la frazione Bricco termina il nostro tour e vi arriviamo svoltando a sx alla fine dell’abitato di Sale Langhe, per affrontare l’ultima salita in direzione Sale San Giovanni.

Strada da Ceva a Sale Langhe