TOUR SORGENTI DEL BELBO

Itinerario nella riserva naturale delle sorgenti del belbo tra i comuni di saliceto e montezemolo

La nostra escursione cicloturistica attraverserà parte della Valle Bormida e della Valle Belbo,  partendo dal centro del paese di Saliceto, dalla piazza antistante il castello dei Marchesi del Carretto per raggiungere le alture di Montezemolo.

Pedaleremo tra il fondovalle del Bormida ed i crinali di due valli rigogliose a tratti incontaminate, immersi negli incantevoli panorami della Riserva naturale delle Sorgenti del Belbo, al confine tra la Liguria ed il Piemonte.

Di facile percorrenza, è consigliata un’andatura “slow” per godere a pieno della biodiversità locale, fermandosi ad ammirare specie animali e vegetali endemiche e prevedendo anche delle soste per visitare il patrimonio architettonico e storico.

PERIODO CONSIGLIATO

COMUNI INTERESSATI

  • Saliceto
  • Montezemolo

DESCRIZIONE

  • Ascesa: 790 m circa
  • Lunghezza: 29,3 km circa
  • Altitudine partenza: 380 m
  • Altitudine massima: 760 mt s.l.m.
  • Difficoltà: Turistico
  • Equipaggiamento necessario: casco
  • Equipaggiamento suggerito: borraccia, giacca anti-vento
  • Itinerario: ad anello
  • Bici consigliata: E-bike, Gravel, Mtb

     

    Itinerario di  facile percorrenza  è consigliata un andatura “slow” per ammirare una zona molto  particolare con  scenari unici nel suo genere . È consigliato percorrere l’itinerario in senso antiorario.

Il Tour

Rotonda all'ingresso del paese di Saliceto

Il punto di partenza del nostro tour è un comodo parcheggio posto ai piedi delle storiche mura del Castello dei Marchesi del Carretto a Saliceto.

Prima di salire in sella e pedalare, consigliamo di lasciarsi guidare lungo un percorso entusiasmante, ricco di storia e mistero da uno degli appassionati ed esperti volontario dell’Associazione Castrum Saliceti per scoprire il Borgo Medievale, il  Castello Marchesi del Carretto, la splendida Parrocchiale rinascimentale di San Lorenzo, la Chiesa di Sant’ Agostino oggi sconsacrata ma custode di pregevoli affreschi del quattrocento e la Chiesa di San Martino.

Castello Marchesi del Carretto, Saliceto
Castello Marchesi del Carretto, Saliceto
Castello Marchesi del Carretto, Saliceto
Portale Castello Marchesi del Carretto, Saliceto

Il castello, edificato tra i secoli XII-XIII, è il risultato di successive trasformazioni e ricostruzioni che hanno tuttavia mantenuto alcuni caratteri tipici delle architetture fortificate. L’imponente costruzione si presenta oggi come un vasto blocco rettangolare con tre torri quadrangolari sugli spigoli e l’ inserimento di una quarta torre, esternamente in legno per accordarsi con l’ architettura dell’ edificio. Fondato come fortilizio, ad uso esclusivamente militare e non residenziale, il castello era anticamente cinto da un fossato (di cui permangono intatte le tracce) ed era accessibile tramite un ponte levatoio, poi rimosso e sostituito da una rampa in muratura di pietra e mattoni che si conclude con un ponticello fisso che conduce all’imponente portale di accesso.

Nella zona aperta sul cortile interno, si trovano infine i resti di una piccola cappella che racchiude un ciclo di affreschi di particolare pregio storico e artistico risalenti, caso unico nell’area valbormidese, all’ultimo decennio del 1300. Le sale interne al piano superiore sono state da poco ristrutturate e presentano un ciclo di affreschi liberty dell’ 800 o primo 900.

Dettaglio del portale Castello Marchesi del Carretto, Saliceto

La chiesa di San Lorenzo è uno dei quattro gioielli del Rinascimento in Piemonte, insieme all’Assunta di Roccaverano, al San Giovanni di Torino e al San Sebastiano di Biella. I lavori iniziarono nei primi anni del 1500, su disegno di scuola bramantesca, e furono commissionati voluta Cardinale-Marchese Carlo Domenico Del Carretto della casata di Finale, amico del Papa Giulio II, del re di Francia Luigi XII e, probabilmente, di Leonardo da Vinci durante i suoi soggiorni presso la corte francese.

Chiesa di San Lorenzo, Saliceto

La facciata, interamente realizzata in pietra arenaria mirabilmente scolpita con figure e simboli in bassorilievo, tra cui spiccano sirene, salamandre, un’araba fenice, un angioletto che emerge dal Graal, lo stemma nobiliare di Carlo del Carretto. E poi ancora, a sottolineare la continuità di una conoscenza misteriosa di impronta medioevale, il cavallo alato e rose a cui nel corso dei secoli sono stati attribuiti una miriade di simboli pagani e cristiani.

L’interno della Chiesa, a croce latina, risulta diviso in tre navate, la centrale a volta di botte e le due laterali a crociera. La chiesa fu certamente terminata nel 1583, come è scolpito sulla lapide in pietra nella cupola.

Dettaglio facciata Chiesa di San Lorenzo, Saliceto
Dettaglio campanile Chiesa di San Lorenzo, Saliceto

La partenza della pedalata è rivolta in direzione Camerana. Appena passato il ponte sul Belbo inizia una dolce salita asfaltata ricavata nella collina con sponde di tufo ed arenaria che rivelano la morfologia del terreno, tipico di questa zona, i cui colori alla luce del sole mattutino assumono sfumature suggestive. In alcuni punti della salita possiamo ammirare le stratificazioni tipiche della terra dell’Alta Langa.

Man mano che saliamo si apre la vista sulla valle del Belbo che appare molto verdeggiante e ricca di coltivazioni di grano, mais, foraggi, noccioleti ed ortaggi.

Le dolci pendenze della nostra ascesa ci offrono la possibilità di “tirare“ una pedalata costante e poco faticosa con la possibilità di ammirare un paesaggio idilliaco a tratti incontaminato, punteggiato da chiesette e costruzioni rurali che fanno da corollario.

Strada verso Camerana

Dopo aver percorso tre chilometri vi consigliamo di fare una piccola variante a sinistra in direzione della cappella di Santa Caterina, edificata su di un crinale di mezza valle in una posizione dominante sull’abitato di Saliceto.

Costeggiamo un caratteristico muro di pietre “a secco” tipico di queste zone, anticamente usato per i terrazzamenti agricoli o per creare comode carrarecce.

Cappella di Santa Caterina
Sosta all Cappella di Santa Caterina
Caratteristico muro di pietre "a secco"
Caratteristico muro di pietre "a secco"

Ritornati sulla strada principale saliamo per un chilometro sino ad una spianata, luogo in cui possiamo scegliere se continuare su asfalto mantenendo la destra o immergerci in una strada bianca a sinistra che proseguirà parallelamente alla tratta principale. Questa variante è consigliata a coloro che utilizzano le MTB o le E-bike con ruote da sterrato o biciclette “gravel”.

Percorso lungo la strada bianca

Proseguendo, su entrambi gli itinerari possiamo ammirare i “Ciabot”, piccoli edifici rurali con pareti esterne costruite in pietra di Langa dette “scaffe” dalle calde tonalità  sfumate  gialle, marroni e grigie che caratterizzano questo prodotto “cavato” direttamente in loco.

Alcuni tetti sono ancora ricoperti di “lose” o “ciape” manufatti tradizionali di pietra il cui taglio e posa sono opera di artigiani esperti che si tramandano questa tecnica

Quasi sempre queste piccole costruzioni rurali contadine venivano edificate per il ricovero di attrezzi o per ritirare temporaneamente i raccolti.

Ciabot con le tipiche pietre di Langa

Proseguiamo in direzione della strada denominata ”La Pedaggera” e ci ritroviamo in  un territorio  pianeggiante con coltivazione di foraggio, in particolare di trifoglio che, durante la fioritura, tra maggio ed agosto, ci offre un colore verde intenso di fondo ed un viola  del fiore in superficie. Il vento in questa zona collinare è di casa e soffia costantemente su questi prati rigogliosi di erbe e fiori creando movimenti suggestivi, simili alle onde del mare.

Vista aerea della "Pedaggera"

Raggiunto il fondovalle di questo piccolo altopiano ondulato deviamo sulla sinistra per entrare nel territorio della Riserva naturale delle Sorgenti del Belbo. L’area è stata istituita dalla Regione Piemonte per tutelare un altopiano collinare con aspetti palustri stagionali estremamente rari che favoriscono una notevole ricchezza botanica.

Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo
Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo

Si tratta dell’unico ambiente umido dell’Alta Langa. Qui gli appassionati di botanica possono ammirare importanti fioriture e, in particolare, le orchidee che sono presenti con ben 22 specie. L’area è ideale per passeggiate a piedi, in mtb o a cavallo, grazie alla fitta rete di sentieri e strade bianche e ad alcune aree attrezzate.

Passaggio lungo la Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo
Passaggio lungo la Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo

Le indagini sulla flora della zona hanno permesso di individuare quasi 350 varietà botaniche, fra le quali spiccano alcune orchidee rare come Orchis incarnata e Orchis laxoflora, interessanti Carici e una significativa flora montana, fra cui il Giglio martagone, l’Erba paris e la Dentaria. Complessivamente sono presenti una quarantina di specie rare o a elevata protezione che fanno di quest’area un vero scrigno di biodiversità vegetale.

Orchidea della Riserva Naturale delle Sorgenti del Belbo

Ci lasciamo alle spalle questa straordinaria oasi di pace e natura e proseguendo la pedalata raggiungiamo la “Cima Coppi” a Montezemolo, con i suoi 750 mt. s.l.m. Vi consigliamo di salire ad ammirare i resti del “Castello del Monte” situato in un punto molto panoramico sulle valli del Cebano, del Bormida e del Mongia con un corollario ad anfiteatro su tutte le Alpi Liguri e Marittime. 

Ripercorriamo una breve tratta dell’andata per svoltare a destra in direzione Saliceto.Il tour volge al termine con una facile e bellissima discesa che fa pennellare ed assaporare il nostro stile di guida nei tornanti che sovrastano la Valle Bormida. Attraversiamo il fiume Belbo e con una svolta a sinistra rientriamo su Saliceto,  nel punto da dove siamo partiti.   

Vista panoramica su Saliceto
Vista panoramica su Saliceto