STORIE DI VIGNE E DI GUSTO

Itinerario ciclo-turistico in Langa Cebana tra arte, vini, cucina e tradizioni

Il tour “STORIE DI VIGNE E GUSTO” parte da Castellino Tanaro, paesino arroccato sulla sponda destra del fiume Tanaro, per proseguire in direzione di Cigliè e Rocca Cigliè.

Pedaleremo insieme attraverso piccole località rurali in un territorio coperto da campi coltivati con cura e tenacia dalla gente di Langa, querce ed ontani il cui sottobosco regala funghi di pregiate specie, particolarmente apprezzate dai buongustai e dove tuttora è praticata la raccolta del profumatissimo tartufo bianco. Attraverseremo romantici vigneti e noccioleti, borghi arroccati intorno a castelli e torrioni nati in difesa del proprio territorio, ci fermeremo per delle tappe gourmet alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche di Langa e, al tramonto, il nostro sguardo si perderà su campi di grano punteggiati da alberi secolari, su fino alle cime delle Alpi Marittime.

PERIODO CONSIGLIATO

COMUNI INTERESSATI

  • Castelino Tanaro
  • Cigliè
  • Rocca Cigliè

DESCRIZIONE

  • Ascesa: 770 m circa
  • Lunghezza: 42,7 km circa
  • Altitudine partenza: 613 m
  • Altitudine massima: 730 m
  • Difficoltà: TC (Turistico)
  • Equipaggiamento necessario: casco, giacca antivento
  • Equipaggiamento suggerito: borraccia, occhiali da sole
  • Bici consigliata: E-bike, Gravel, Bici da corsa
  • Itinerario: ad anello,su strade asfaltate secondarie con poca percorrenza di mezzi motorizzati. Si consiglia di percorrerlo in senso orario.

Il Tour

Punto di partenza del tour è il borgo di Castellino Tanaro, un caratteristico paesino costituito da una ventina di borgate rurali che gode del privilegio di affacciarsi, come da una balconata, sul bacino idrografico del Tanaro, che nei millenni, con il suo corso, ha creato un’area ampia e sinuosa scavandola nella marna e nell’arenaria di cui la pianura Cebana è geologicamente costituita.

Veduta sulle Langhe da Borgo Castello

 

Prima di partire alla volta della piana e delle colline della Langa Cebana ci prendiamo il tempo di scoprire il borgo principale posto alla quota di 610 m., il cui toponimo, Castello, deriva dalla fortificazione esistente sino al 1700 circa, della quale restano alcuni ruderi e la possente torre. Risalente al XIII secolo, la torre, di struttura insolitamente cilindrica, è alta 32 metri con una circonferenza esterna alla base è di 30 metri. Un’opera solida, forte e resistente realizzata in massicci blocchi di “pietra di langa” (arenaria) per corrispondere alla sua funzione di difesa ma al contempo capace di attirare lo sguardo, destare ammirazione!  Da sempre un punto di riferimento per il territorio, la sua mole permette di individuarla anche da notevole distanza. La torre è ciò che rimane di una struttura fortificata che svolgeva una funzione di controllo della zona. È possibile visitarla, quindi saliamo fino in cima e da qui ci godiamo un panorama senza eguali, con la vista che abbraccia tutta la catena delle Alpi, dal Colle di Cadibona al Monviso ed oltre fino a scorgere il Monte Rosa e, in talune serate, le luci di Torino.

 

Castellino Tanaro - Borgo Castello
La Torre di Castellino Tanaro
Particolare della Torre di Castellino Tanaro

 

Lasciato il borgo Castello partiamo per il nostro tour percorrendo SP 115 in direzione di Torresina, lungo una dorsale con una splendida vista panoramica a destra sulla pianura Cebana che si estende quieta e sinuosa lungo la sponda del fiume. Manteniamo la destra in direzione Serro, borgo rurale contadino arroccato sulle pendici molto scoscese che lambiscono il fiume Tanaro. In questo tratto dobbiamo prestare attenzione alla discesa e alla deviazione, sempre a destra, per località Piantorre. Affrontiamo quindi una strada di fondovalle pianeggiante che costeggia il fiume Tanaro sulla destra orografica tra terreni coltivati e prati dove pascolano placidi i bovini della locale razza Piemontese.

In località Piantorre imbocchiamo la SP 60 a sinistra, oltrepassando il Tanaro. Giunti sul crocevia con la Fondovalle Tanaro proseguiamo a destra in direzione Niella Tanaro e Cigliè per 11 km. Attraversiamo in più punti il fiume Tanaro che ci offre squarci molto suggestivi tra anse e pareti di tufo magmatico.
In questo tratto di strada abbiamo corsie molto ampie con sedime scorrevole e morfologicamente percorriamo un fondovalle pianeggiante ma occorre prestare attenzione al traffico veicolare.

 

Campi della Langa Cebana

 

Giunti in prossimità del bivio per Cigliè scorgiamo già il Castello che ci sovrasta maestoso. Per arrivare in cima affrontiamo una salita di media difficoltà di 3,2 km, con 5/6 tornanti che ci permettono una ripresa dai nostri sforzi e di riprendere il fiato!
Percorsi 2.6 km a dx ci fermiamo per una tappa “social” con l’immancabile foto sulla panchina gigante di Cigliè immersa nelle vigne di dolcetto e nei noccioleti. Proseguiamo quindi per il borgo storico abitato di Cigliè per arrivare al quale consigliamo di fare un giro ad anello in senso antiorario intorno al bellissimo Castello risalente al XII/XVI secolo (ora privato e non visitabile).

 

Castello di Cigliè

 

Arrivati in cima, andiamo alla scoperta del borgo storico che, con il suo nucleo caratteristico contadino di Langa, si sviluppa tutto intorno al Castello ed ospita realtà gastronomiche e produttive mosse dall’amore e il rispetto per il territorio.
Agli appassionati di gastronomia tradizionale consigliamo quindi una tappa per scoprire i gusti e i sapori antichi della Langa, quel mondo quasi perduto, in cui la tradizione culinaria e il rispetto per la materia prima sono i protagonisti. Non dimenticate di assaggiare il piatto tradizionale d’eccellenza cigliese la minestra di ceci “Cisrà” accompagnata da un calice di Dolcetto!

 

Vini e ricette di Langa a Cigliè

Lasciato il borgo storico e le sue delizie enogastronomiche, risaliamo in sella e arriviamo ad uno spettacolare belvedere su cui si erge la chiesetta di San Giovanni Battista che consigliamo di visitare. Con i suoi affreschi del XVI secolo, la Cappella fa parte del circuito delle “Cappelle del Tanaro” erette lungo le “Vie dei Pellegrini e del Sale”
Cigliè ospita 7 di questi piccoli tesori di fede ed architettura, oltre alla Chiesa in stile barocco intitolata ai Santi Pietro e Paolo e più precisamente le cappelle di San Dalmazzo, San Rocco, San Gottardo, Santa Lucia, San Sebastiano, San Giovanni Battista, San Giorgio.

 

Cappella di San Giovanni Battista

 

Proseguiamo in direzione di Rocca Cigliè su di una dorsale stupenda, oltrepassiamo il bivio in località Ciri a 521 m slm mantenendo la destra sulla SP 126. Ci immergiamo nel paesaggio collinare tipico di Langa Cebana ed ammiriamo incantevoli squarci sulle terre vocate alla coltivazione del nocciolo per la produzione della “Tonda gentile del Piemonte IGP” e alla coltivazione della vite per produrre soprattutto, ma non solo, Dolcetto “Dogliani DOCG”. La prima è un prodotto straordinario in pasticceria dal sapore delicato, ingrediente fondamentale di una delle gioie dei più golosi, il gianduia. Il secondo è uno dei tesori enologici del Piemonte e si distingue per le sue caratteristiche di buona struttura, pienezza del frutto, discreta concentrazione, vivacità di colore, austerità e per la sua ottima versatilità di abbinamento con il cibo.

 

Vigneti intorno a Cigliè

 

Incastonate nel paesaggio di Langa, ritroviamo anche a Rocca Cigliè le Cappelle del Tanaro. Giunti in località Sant’Eusebio, incontriamo la prima di esse, dedicata appunto al santo, una piccola cappella campestre, di origini romaniche che al suo interno ospita un’abside affrescato da Antonio Bodrito nel 1619.

Ritorniamo sul percorso e manteniamo la destra per Rocca Cigliè, borgo rurale contadino situato a 600m slm. Terra di confine tra l’Alta Langa, la Langa Cebana ed il Monregalese, Rocca Cigliè è il tipico paese di Langa che si sviluppa con le sue case in pietra lungo la cresta della collina che porta sino alla sommità, ove vi è il centro storico.

 

Salita verso la Cappella di Sant'Eusebio Rocca Cigliè
Cappella di Sant'Eusebio Rocca Cigliè

 

Il borgo è situato in una straordinaria posizione panoramica che gli è valsa l’appellativo di “Balcone di Langa” e che offre una vista mozzafiato sulle Alpi Marittime dalle alture al di sopra dalla Bocchetta di Altare fino al tutto l’arco con il monte Mindino, l’Antorotto, il Mongioie, il Fantino e il Mondolè per arrivare alla Bisalta ben riconoscibile con le sue due punte e più in lontananza le vallate cuneesi.
All’ingresso del paese incontriamo una seconda cappella, del XVI secolo, dedicata a San Bernardo da Mentone

 

Panorama sulle Alpi Marittime
Cappella di San Bernardo da Mentone all'ingresso del Borgo di Rocca Cigliè

 

Sulla piazza del centro si eleva la torre quadrangolare in pietra, risalente al sec. XII e visibile da ogni dove, attorno alla quale si sviluppano edifici storici, tra cui spicca il castello fortificato (privato) costruito in pietre e mattoni con le facciate ingentilite da graziose bifore.

Alla base della salita verso la piazza si staglia l’imponente Chiesa parrocchiale di Santa Brigida in stile Barocco con il suo sagrato a forma semicircolare.

Poco distante infine vi è ancora una delle Cappelle del Tanaro che si trovano sul territorio di Rocca Cigliè, quella dell’Assunta che conserva tra gli altri un raro affresco raffigurante la Santissima trinità con tre volte il volto di Cristo, rappresentazione poi proibita con la controriforma.

 

La Torre e il Castello di Rocca Cigliè
Dettaglio del Castello
Costeggiando Santa Brigida
Vista della chiesa Collegiale di Santa Brigida e Castello

Le terre che circondano il borgo e le colline circostanti sono coltivate con tanta passione soprattutto a vigneto conferendo al paesaggio un aspetto idilliaco con i filari che ricamano il territorio.

Oltre alle vigne storiche, l’ultimo decennio ha visto la diffusione del progetto di recupero di terreni incolti che ha portato all’impianto di numerosi ettari di terreno a vigneto non solo di varietà Dolcetto, da cui si ottengono Dogliani DOCG e Dogliani superiore DOCG ma anche uva a bacca bianca da cui si ottiene principalmente Alta Langa DOCG. Una sosta nelle aziende produttrici locali è d’obbligo per degustare questi eccellenti vini.

 

 

Dopo esserci rinfrescati ed approvvigionati di acqua presso una provvidenziale fontanella lungo il percorso, proseguiamo a sinistra in discesa sulla SP 296 per 3 km in direzione Castellino Tanaro. Nei pressi della frazione Arazza alla rotonda svoltiamo in direzione Murazzano a sinistra sulla SP 314. Percorriamo quindi il fondovalle o meglio una strada con leggera pendenza in salita in mezzo ad una natura incontaminata con boschetti di arbusti ed alberi che ci creano una piacevole ombra sino in località Cusina, dove svolteremo a destra sulla Sp 115 ed inizieremo una salita con pendenze di media difficoltà, tra coltivazioni di cereali, in particolare di Enkir, antichissima varietà di frumento coltivata biologicamente. La salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità sono uno dei valori su cui poggia il lavoro dei produttori di questo territorio.
Tra le pratiche tese a tutelare la natura del luogo, qui è diffusa l’apicultura “Nomade” anche grazie alla vegetazione floreale molto rigogliosa di acacie, sambuco ed erbe selvatiche come il tarassaco.
Dopo 2.2 km svoltiamo a sinistra sulla SP 60 per rientrare in direzione di Castellino Tanaro.

 

Strade in mezzo ai campi di grano Enkir
Dettaglio sui campi di grano

Il tour volge al termine e quale modo migliore per concluderlo se non con una tappa finale gourmet?

Arrivando in paese ci fermiamo all’osteria storica del villaggio per gustare una cucina casalinga, pura, incontaminata, fatta di ricette trasmesse da generazioni ed incentrate su ciò che offre questa terra, una cucina che ha profonde radici contadine 
Tra i tanti piatti da gustare certo non possono mancare le “lele”, dette anche “pane dell’ultimo momento”, un pane povero a base di farina e grano, acqua e sale, non lievitato, che in passato ormai lontano serviva nei periodi di carestia ed oggi viene servito con saporiti salumi e formaggi locali a testimoniare le sue origini contadine. Gli abitanti di Castellino sono molto legati alla tradizione delle “lele” e alle sue origini, tanto da dedicare a questo piatto una festa nel mese di luglio.

Il nostro tour termina qui, con un momento conviviale, accolti dalla gentilezza e semplicità della gente di Langa così orgogliosa delle proprie radici e così desiderosa di far conoscere tutte le loro tradizioni che rendono uniche queste terre

Preparazione delle Lele (Ph. Ardissone)
Una bella teglia di Lele appena sfornate (Ph. Ardissone)
In tavola non possono mancare i Tajarin fatti a mano (Ph. Ardissone)

Se il tour vi entusiasma e volete dedicare qualche giorno in più alla scoperta delle tappe proposte…non vi resta che alloggiare in una delle accoglienti e curate strutture del territorio segnalate in mappa e godervi al meglio le nostre Terre Autentiche di Piemonte!